25/08/2026
NUMERO 4

Il caldo lavora di notte

Quando una giornata a rischio comincia durante il sonno

La valutazione dello stress termico comincia normalmente all’inizio del turno.

Si controllano la temperatura, l’umidità, l’esposizione al sole e il tipo di lavoro previsto. Ma una parte del rischio potrebbe essersi formata molte ore prima.

Una notte calda può ridurre la qualità del sonno, aumentare i risvegli e impedire all’organismo di recuperare pienamente dallo sforzo del giorno precedente. Il lavoratore arriva così al turno già affaticato, prima ancora di esporsi nuovamente alle alte temperature.

Il caldo, in altre parole, non termina quando si esce dall’azienda.

Per dormire, il corpo deve raffreddarsi

Il sonno è collegato alla termoregolazione.

Nelle ore serali, la temperatura interna del corpo tende a diminuire. Questo processo contribuisce alla preparazione al sonno e al suo mantenimento. Quando l’ambiente resta molto caldo, disperdere calore diventa più difficile.

Il risultato può essere un addormentamento più lento, un sonno più leggero e un numero maggiore di risvegli.

Una revisione sistematica pubblicata nel 2024 ha rilevato che temperature ambientali più elevate sono generalmente associate a una riduzione sia della qualità sia della quantità del sonno. Gli effetti risultano più evidenti durante i periodi più caldi e tra le popolazioni maggiormente vulnerabili. Non è quindi soltanto una sensazione soggettiva.

Le notti calde possono modificare concretamente il modo in cui dormiamo.

Dormire non significa soltanto restare a letto

Una persona può trascorrere sette o otto ore a letto e svegliarsi comunque stanca.

La durata apparente non coincide necessariamente con la qualità del sonno.

Se la notte è caratterizzata da frequenti risvegli, sudorazione, agitazione o difficoltà a raggiungere le fasi più profonde, la capacità di recupero può ridursi.

Il sonno profondo e la fase REM svolgono funzioni importanti per il recupero fisico, la memoria, la regolazione emotiva e l’elaborazione delle informazioni.

La letteratura scientifica sulle ondate di calore indica che il caldo può frammentare il sonno e ridurre proprio alcune di queste fasi. La perdita di sonno può poi influenzare prestazioni cognitive, comportamento e regolazione emotiva durante la giornata successiva.

Una doppia esposizione

Chi lavora in ambienti caldi può affrontare due problemi consecutivi.

Durante il giorno, il corpo accumula calore e fatica. Durante la notte, un’abitazione poco ventilata o un quartiere interessato dall’isola di calore urbana possono impedire un recupero completo.

Il mattino seguente l’esposizione ricomincia.

Una revisione del 2026 dedicata ai lavoratori esposti al caldo ha descritto proprio questo “doppio carico”. Le alte temperature sono risultate associate a difficoltà ad addormentarsi, sonno non ristoratore, sudorazione notturna e riduzione della durata complessiva del riposo. I lavoratori turnisti, quelli impiegati in settori industriali caldi e chi vive in abitazioni scarsamente ventilate possono essere particolarmente vulnerabili.

La possibilità di recuperare non è quindi uguale per tutti.

Due persone che svolgono la stessa mansione possono iniziare il turno in condizioni molto diverse, a seconda della notte trascorsa.

Caldo e fatica si moltiplicano

La stanchezza dovuta al sonno e lo stress termico non agiscono in compartimenti separati.

Possono sommarsi.

Un lavoratore che ha dormito male può avere meno risorse per tollerare il disagio, mantenere la concentrazione e seguire scrupolosamente una procedura.

Durante il turno caldo, il corpo deve inoltre dedicare energia alla termoregolazione. L’attività fisica produce altro calore, mentre DPI e indumenti protettivi possono limitarne la dispersione.

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro considera il calore un rischio crescente per la salute e la sicurezza professionale, capace di provocare effetti immediati e patologie di lungo periodo.

Se a questo rischio si aggiunge un recupero notturno insufficiente, concentrarsi soltanto sulle condizioni presenti durante il turno può offrire una visione incompleta.

Guardare oltre il cancello

La sicurezza sul lavoro non può controllare ogni elemento della vita personale.

Può però riconoscere che le condizioni esterne influenzano quelle interne.

Durante una sequenza di notti molto calde, il livello di affaticamento collettivo può crescere giorno dopo giorno. Attività che il lunedì sembravano gestibili potrebbero diventare più delicate il giovedì, anche con temperature diurne simili.

Il rischio termico non dovrebbe quindi essere valutato come una fotografia scattata all’inizio di ogni turno.

È una storia che si accumula.

Comincia durante il lavoro, continua nelle ore notturne e torna in azienda la mattina seguente.

Safety insight

La sicurezza sul lavoro non può controllare ogni elemento della vita personale.

Può però riconoscere che le condizioni esterne influenzano quelle interne.

Durante una sequenza di notti molto calde, il livello di affaticamento collettivo può crescere giorno dopo giorno. Attività che il lunedì sembravano gestibili potrebbero diventare più delicate il giovedì, anche con temperature diurne simili.

Il rischio termico non dovrebbe quindi essere valutato come una fotografia scattata all’inizio di ogni turno. È una storia che si accumula.

Comincia durante il lavoro, continua nelle ore notturne e torna in azienda la mattina seguente.

Iscriviti alla newsletter di ICOY Safety Observer

JOIN OUR NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list e rimani aggiornato sull'Intelligenza artificiale di Icoy