Il falso senso di sicurezza
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Più tempo passa senza incidenti, più è facile convincersi che il rischio sia diminuito.
In realtà, spesso accade il contrario.
Gli esperti di sicurezza parlano di normalizzazione della devianza: un fenomeno per cui comportamenti non del tutto corretti diventano, con il tempo, la nuova normalità semplicemente perché non hanno ancora provocato conseguenze.
È così che una procedura viene saltata “solo per questa volta”. Un DPI resta nell’armadietto perché “il lavoro dura un minuto”. Un’area interdetta viene attraversata perché “lo facciamo tutti”.
Non succede niente.
E proprio quel “niente” rafforza l’idea che il rischio non esista.
Il problema è che la sicurezza non si misura dagli incidenti che avvengono, ma da quelli che potrebbero accadere. L’assenza di eventi non è sempre sinonimo di controllo: a volte è solo una questione di probabilità.
Per questo le organizzazioni più mature non aspettano che qualcosa vada storto per intervenire. Monitorano comportamenti, raccolgono segnalazioni, analizzano i near miss e utilizzano dati e tecnologie per individuare le situazioni di rischio prima che si trasformino in incidenti.
La sicurezza, in fondo, non è mettere alla prova la fortuna. È evitare di averne bisogno.
Quick tip
Se ti ritrovi a pensare “Lo faccio così da anni e non è mai successo niente”, fermati un momento. Potrebbe essere proprio il primo segnale del falso senso di sicurezza.
Fonti
- Diane Vaughan, The Challenger Launch Decision (1996) – Introduzione del concetto di normalizzazione della devianza.
- James Reason, Managing the Risks of Organizational Accidents (1997).
- EU-OSHA – Human Factors and Occupational Safety (https://osha.europa.eu)