Il caldo non è solo una temperatura
Quando si parla di sicurezza sul lavoro durante l’estate, il primo dato che si tende a controllare è la temperatura. Trentadue gradi sembrano tanti. Ventotto sembrano più gestibili. Trentacinque fanno scattare immediatamente l’allarme. Il problema è che il corpo umano non legge il termometro. Per capire quanto una giornata sia davvero rischiosa, bisogna considerare anche l’umidità, la ventilazione, l’esposizione diretta al sole, il tipo di abbigliamento, lo sforzo richiesto dall’attività e il calore prodotto da superfici, impianti o macchinari. La stessa temperatura può quindi corrispondere a condizioni molto diverse. CONTINUA A LEGGERE
La sicurezza dopo la pausa
Le ferie interrompono il lavoro, ma non sempre interrompono i processi. Durante l’assenza di una parte del personale, gli impianti possono essere sottoposti a manutenzione. CONTINUA A LEGGERE
Il caldo lavora di notte
La valutazione dello stress termico comincia normalmente all’inizio del turno. Si controllano la temperatura, l’umidità, l’esposizione al sole e il tipo di lavoro previsto. CONTINUA A LEGGERE